Doppie e triple
La mia missione giocosa (almeno spero… altrimenti qualche volta mi ritroverò appeso ad un lampione) è quella di cercare di trasmettere ai ragazzi l’importanza di parlare in maniera adeguata in base ai contesti ed evitare di usare il dialetto senza soluzione di continuità.
“Prussù su visti Eri Potte?” [Professore, ha visto il film 'Harry Potter?']
“Chi?”
“Eri Potte!“
Mi alzo dalla cattedra vado alla lavagna e scrivo:
Io Ero Potte
Tu Eri Potte
Egli Era Potte….
Naturalmente da quel giorno quel ragazzo per me è Eri Potte.
“Prussù, i compiti li ha coretti?”
Faccio finta di non aver capito e avvicino la mano all’orecchio…
“Prussù! I compiti! Li ha coretti?”
Vado alla lavagna e scrivo: CORETTI e chiedo:
“Che vuol dire?”
Il dubbio serpeggia… allora io:
“Gruppo di persone che canta = Coro — Piccolo gruppo di persone che canta = Coretto — Tanti piccoli gruppi di persone che cantano = Coretti
Giusto?”
E la classe:
“Siiiiiiiiiii”
“Forse voi intendevate dire ‘CORRETTI’?”
“Siiiiiiiii”
Si alza un ragazzo con sicumera:
“Ok, u capii… ma uora sti compiti li ha CORETTI o no?”
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